Pompe per l’industria chimica, tessile, alimentare, grafica, conciaria, ceramica, elettronica, galvanica, vernici, petrolifera, alimentare, sanitaria.

POMPE INDUSTRIALI DAL 1982

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Debem pompe per l'industria, pompe pneumatiche a membrana, centrifughe orizzontali, centrifughe verticali, a trascinamento magnetico, sanitarie





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GLOSSARIO

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PERDITA DI CARICO

La perdita di carico in un circuito idraulico è la differenza di pressione che sussiste tra l’ingresso e l’uscita del circuito, corretta per la differenza di elevazione, dovuta al moto del fluido nel circuito. Si esprime generalmente per i liquidi in metri di colonna d'acqua, e per i gas in mbar.

È causate all'attrito del liquido lungo le pareti della tubazione, proporzionali alla lunghezza delle tubazioni stesse, proporzionali al quadrato della velocità di scorrimento e variabili secondo la natura del liquido pompato.

 

 

PESO SPECIFICO

Peso specifico Proprietà di una sostanza, espressa dal rapporto tra il peso di un corpo omogeneo costituito da tale sostanza e il suo volume. Definito anche peso specifico assoluto, si misura in N/m3. Il peso specifico si può anche ottenere dal prodotto tra il valore dell'accelerazione di gravità e la densità della sostanza in questione. In alcuni casi è utile confrontare il peso di un corpo con quello dell'acqua; si ricorre allora al peso specifico relativo, definito come il rapporto tra il peso di un corpo e quello di un uguale volume di acqua distillata alla temperatura di 4 °C.

 

 

 

POMPA AUTOADESCANTE

Pompe dotate di un meccanismo automatico che facilita l'adescamento e il conseguente avviamento della pompa.

 

 

POMPA CENTRIFUGA

Turbomacchine impiegate per aumentare l'energia di un liquido mediante rotazione digirante palettata. La designazione di pompa centrifuga si limita in generale alle pompe con spinta radiale e semiassiale, cioè alle pompe nelle quali il liquido attraversa la girante radialmente o semiassialmente, in opposizione alle pompe ad elica od assiali ove il liquido attraversa la girante assialmente.

Funziona mediante il movimento rotatorio di una girante inserita nel corpo della pompa. La girante, muovendosi ad alta velocità, proietta l'acqua aspirata all'esterno grazie alla forza centrifuga sviluppata e incanala il liquido nel corpo fisso e poi nel tubo di mandata.

La pompa centrifuga converte l'energia di una fonte di movimento prima in velocità e poi in energia di pressione.

Attraverso l'effetto centrifugo movimenta il liquido aumentandone la pressione. All'interno della camera ermetica, dotata di entrata ed uscita, è posizionata la girante, elemento rotante della pompa, che converte l'energia del motore in energia. La girante è fissata all'albero-pompa, calettato direttamente all'albero di trasmissione del motore o accoppiato ad esso tramite giunto.

Il liquido entra nel corpo pompa, e la forza centrifuga prodotta dalla velocità della girante, alimentata dal motore, proietta alla periferia del corpo-pompa il liquido che immagazzina l’energia trasformata poi in portata e prevalenza.

Nello stesso momento il movimento centrifugo provoca una depressione capace di aspirare il fluido da pompare.

La pompa viene collegata con la tubazione di mandata e il liquido che viene incanalato raggiunge l'esterno della pompa.

Il funzionamento della pompa centrifuga dipende anche dal modo in cui viene assicurata

l'aspirazione del liquido stesso.

installazione sottobattente: la pompa è posta ad un livello inferiore rispetto a quello del livello da cui viene prelevato il liquido che quindi entra senza difficoltà nella pompa.

installazione autoadescante: la pompa è posta al di sopra DEL LIVELLO da cui si necessita prelevare il liquido che deve quindi essere aspirato: la pompa e la tubazione  di aspirazione sarà preventivamente innescata, cioè riempita di liquido.

Il sistema centrifugo garantisce un ingombro ridotto, un facile azionamento con tutte le tipologie di motori elettrici e si adatta facilmente a tutti i problemi del trattamento dei liquidi con semplici adeguamenti alle diverse condizioni di uso.

 

 

POMPA CENTRIFUGA VERTICALE

Pompa ad asse verticale che raggiunge grandi profondità grazie alla lunghezza del pescante.

 

 

 

 

 

 

 

POMPA A MEMBRANA

Pompa detta anche a diaframma.

La variazione di volume è data dal movimento alternato della membrana che genera prima una depressione e poi una pressione nella camera di pompaggio. Il movimento si imprime alla membrana per via meccanica o pneumaticamente.

La pressione massima è limitata dalla resistenza del materiale della membrana, solitamente gomma. Nel caso di alimentazione pneumatica, è proporzionale alla pressione fornita dall'aria di alimentazione.

Sono utilizzate per portate piccole e medie, e prevalenze medie e alte.

 

 

POMPA PERISTALTICA

Il funzionamento della pompa peristaltica si ottiene mediante una “pressione di scorrimento” che agisce su di un tubo flessibile;

detta pressione di scorrimento viene esercitata da alcuni rulli che ruotano paralleli ad un asse, supportati da un portarulli.

Il lento movimento rotatorio del supporto porta-rulli viene trasmesso dal motoriduttore a due o tre passaggi

 

 

POMPA SOMMERGIBILE

Pompa dotata di motore a tenuta stagna immerso nel liquido da pompare.

 

 

 

POLIETILENE UMWHPE

Polietilene ad elevato peso molecolare (> 1.000.000) con ottima resistenza all’urto.

Rispetto ai PE con pesi molecolari più bassi, questo tipo è meno rigido e più resistente all’urto per cui meglio utilizzabile per applicazioni soggette a urti ripetuti.

PREGI

resistenza all’urto buona anche a basse temperature

elevate resistenze chimiche tipiche dei materiali poliolefinici

resistenza all’abrasione elevata

coefficiente d’attrito basso

DIFETTI

Rispetto ai tecnopolimeri ha basse resistenze meccaniche: trazione, flessione, compressione, ecc. e termiche. Rispetto ai PE di più basso peso molecolare è meno rigido.

APPLICAZIONI

Meccaniche: il basso coefficiente di attrito, l'alta resistenza all'usura e la non igroscopicità lo rendono idoneo per cuscinetti o altri particolari meccanici con carichi non elevati anche se lavorano in acqua

Alimentari: fisiologicamente inerte é approvato per usi a contatto con alimenti dai vari Enti.

È un materiale molto usato per questa sua caratteristica nella costruzione di macchine alimentari, pompe per liquidi alimentari, etc

Elettriche: ottime caratteristiche dielettriche e stabilità alle intemperie lo fanno utilizzare sempre più in questo settore

Chimiche: elevata resistenza ai solventi, grassi, olii, paraffine, agli acidi e alcali. È impiegato per componenti nell’industria chimica

Temperatura di utilizzo: da -50°C a 120°C

 

 

 

POLIMERO

Macromolecola, ovvero una molecola dall'elevato peso molecolare, costituita da un gran numero di piccole molecole (i monomeri) uguali o diverse (copolimeri) unite a catena mediante la ripetizione dello stesso tipo di legame.

 

 

 

POLIPROPILENE (PP)

Polimero prodotto partendo dal propilene, che deriva da combustibili fossili (petrolio, gas e carbone)

Le resistenze meccaniche del PP sono superiori a quelle del PE. Resiste agli alcali e agli acidi per cui viene utilizzato nell'industria chimica per particolari soggetti a sforzi relativamente modesti.

PREGI

Elevate resistenze chimiche

Resistenza alla trazione, elevata tra le poliolefine

Basso peso specifico

Facilita’ di lavorazione sia alle macchine sia per saldatura

DIFETTI

Rispetto ai tecnopolimeri ha basse resistenze meccaniche: trazione, flessione, compressione, ecc. etermiche. Rispetto ai PE è più rigido e meno resistente a urti.

APPLICAZIONI

Meccaniche: viene utilizzato anche per pezzi meccanici in ambienti corrosivi; rispetto ai polietileni ad alto peso molecolare, ha una piu’ elevata resistenza alla trazione ripsetto al PE H.M.W.

Alimentari: fisiologicamente inerte se di colore naturale é approvato per usi a contatto con alimenti

Elettriche: buone caratteristiche dielettriche, la stabilità alle intemperie lo fanno utilizzare in questo settore.

Chimiche: l'utilizzo maggiore del PP è nell'industria chimica, per l’elevata resistenza agli acidi e alcali e per la superiore resistenza alla temperatura rispetto al PVC è impiegato per componenti nell’industria chimica galvanica e petrolchimica per la costruzione di valvole, flange, ingranaggi, etc. .Inadatto per impieghi con acidi ossidanti in concentrazioni elevate.

Temperatura di utilizzo: da 4°C a 70°C

 

 

 

PORTATA

La quantità di liquido che deve essere pompata, travasata o innalzata in un dato intervallo di tempo: viene espressa in litri per secondo (l/s), litri per minuto (l/m)o metri cubi per ora (m³/h). Simbolo: Q.

 

 

 

PPS - SOLFURO DI POLIFENILENE (esempio:. RYTON®)

Il solfuro di polifenilene PPS è un tecnopolimero per applicazioni tecnologiche ad alta temperatura.

Questa famiglia di resine, caratterizzata da ottima processabilità, ha un comportamento molto simile a quello dei termoindurenti rinforzati in quanto, se combinata con varie cariche (fibre di vetro, cariche minerali, pigmenti), ha caratteristiche meccaniche, chimiche e autoestinguenti eccezionali. Il PPS ha una combinazione di caratteristiche uniche.

ASPETTI CHIMICI

Il PPS è un polimero termoplastico cristallino aromatico, con una struttura simmetrica a catena lineare costituita da anelli benzenici parasostituiti e atomi di zolfo.

Il processo di polimerizzazione è stato messo a punto dalla Phillips Petroleum Company (USA) e consiste in una reazione fra p-diclorobenzolo e solfuro di sodio in un solvente polare. Il PPS che si ottiene dalla polimerizzazione si presenta sotto forma di una

polvere fine bianca con un punto di fusione a circa 288°C.

Quando questo polimero viene riscaldato a temperatura sufficientemente elevata ed in presenza di aria subiscono un allungamento delle sue catene molecolari e interviene un processo di reticolazione che conferiscono alle stesse elevate caratteristiche meccaniche.

RESISTENZA AGLI AGENTI CHIMICI

Il PPS è caratterizzato da un’ottima resistenza agli agenti chimici: in particolare è insolubile in tutti i solventi al di sotto dei 200°C. Il PPS ha una resistenza chimica eccezionale, dimostrata dalla costanza dei valori di resistenza alla trazione dopo un’esposizione a 93°C per una durata fino a 3 mesi. E’ comunque possibile un attacco sul PPS da parte di alcune categorie di sostanze chimiche come: agenti ossidanti, acidi forti, alogeni, ammine e alcuni idrocarburii clorurati. L’assorbimento d’acqua da parte del PPS è molto bassa (< 0,05%), ed inoltre ha una buona resistenza all’idrolisi in acqua calda.

 

 

 

PREVALENZA

Altezza di sollevamento di un liquido. Espressa in metri di colonna di liquido o in bar (pressione). In questo caso il liquido pompato non supera nessun dislivello, ma viene erogato a livello del suolo ad una data pressione. Simbolo: H.

 

 

 

PTFE

Il politetrafluoroetilene (PTFE) è il polimero del tetrafluoroetene.

Più conosciuto attraverso le denominazioni commerciali Teflon, Fluon, Algoflon, Hostaflon, in cui al polimero vengono aggiunti componenti stabilizzanti e fluidificanti.

È una materia plastica liscia al tatto e resistente alle alte temperature (fino a 200°C e oltre), usata nell'industria per ricoprire superfici sottoposte ad alte temperature alle quali si richiede una "antiaderenza" e una buona inerzia chimica.

Materiale fluorurato di largo utilizzo per le ottime resistenze chimiche ma con scarse proprieta’ meccaniche.

La deformazione, anche sotto pesi molto limitati, lo rende utile per guarnizioni.

PREGI

Elevate resistenze chimiche

Ottima resistenza sia alle basse che alle alte temperature, fino a 260° C

Bassa infiammabilità coefficiente d’attrito basso

DIFETTI

le resistenze meccaniche, come trazione e compressione sono scarse, in particolare la resistenza alla deformazione sotto peso è molto bassa.

APPLICAZIONI

Meccaniche: il basso coefficiente di attrito lo rende utilizzabile per cuscinetti a patto che sopportino un basso carico.

Alimentari: fisiologicamente inerte é approvato per usi a contatto con alimenti da alcuni enti mentre in alcune nazioni si è messo in dubbio il possibile utilizzo a contatto di alimenti.

Elettriche: ottime caratteristiche dielettriche, autoestinguenza e stabilità alle intemperie lo fanno utilizzare sempre più in questo settore

Chimiche: tipico dei polimeri fluorurrati è l’elevatissima resistenza chimica agli acidi e alcali. È impiegato per componenti nell’industria petrolchimica e chimica

Temperatura di utilizzo: da 4°C a 260°C

 

 

 

PVDF

Il polivinildenfluoruro è un polimero fluorurato di recente ottenimento. Come i fluorurati la resistenza chimica è la principale caratteristica. Rispetto al PTFE le caratteristiche meccaniche sono nettamente superiori e non subisce deformazione sotto carico.

PREGI

Mantiene le elevate resistenze chimiche tipiche dei materiali fluorurati

Rispetto al PTFE ha più alte resistenze meccaniche, come trazione e compressione.

Ottima resistenza sia alle basse che alle alte temperature, fino a 160° C. nonché ai raggi

U.V.

Stabilità dimensionale molto buona

Bassa infiammabilità

Buona resistenza all'usura

DIFETTI

Rispetto al PTFE la resistenza alle alte temperature é più bassa (160 °C ).

Coefficiente di dilatazione termica lineare piuttosto elevato. Solo parzialmente compatibili con chetoni, esteri, eteri, basi organiche e soluzioni alcaline

APPLICAZIONI

Chimiche: tipica dei polimeri fluorurati è l’elevatissima resistenza chimica agli acidi e alcali.

È impiegato per componenti nell’industria petrolchimica e chimica

Alimentari: fisiologicamente inerte se di colore naturale, é approvato per usi a contatto con alimenti dai vari Enti. E’ un materiale molto usato per questa sua caratteristica nella costruzione di macchine alimentari, pompe per liquidi alimentari, etc.

Elettriche: ottime caratteristiche dielettriche, autoestinguenza senza aggiunta di alogeni e stabilità alle intemperie lo fanno utilizzare sempre più in questo settore.

Meccaniche: il basso coefficiente di attrito lo rende idoneo per cuscinetti anche se lavorano in acqua

Temperatura di utilizzo: da -40°C a 160°C

 

 

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